venerdì , 25 settembre 2020
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Negozi di vicinato alimentare nell’emergenza Covid

Raffaele Viggiani, Presidente Fiesa Toscana: esercenti lasciati da soli in trincea, la Regione valorizzi la nostra presenza

I piccoli negozi di vicinato del settore alimentare in particolare, ormai da diversi anni stanno scomparendo dal tessuto commerciale delle nostre città e dei nostri territori in generale.

Da una parte l’espansione della grande distribuzione e dall’altra una tassazione esagerata unita ad adempimenti sempre più costosi e complessi oltre ad una evoluzione del mercato, hanno praticamente azzerato un comparto che rappresentava la tradizione delle nostre città e dei piccoli borghi, la peculiarità dei nostri territori, un servizio fondamentale per le fasce più deboli della popolazione.

Paradossalmente nel momento di maggiore difficoltà del nostro paese, quando tutto il sistema distributivo della grande distribuzione ha mostrato i propri limiti strutturali dovuti all’impossibilità di movimento della popolazione ed alle problematiche relative agli assembramenti, quello che è rimasto della rete dei piccoli alimentari ha garantito un servizio fondamentale per la popolazione, soprattutto gli anziani.

Si è riscoperta l’importanza della “bottega” sotto casa, del servizio a domicilio, del supporto anche umano, che in quei mesi terribili ha sicuramente fatto la differenza. In quei mesi, marzo aprile e maggio 2020, i nostri negozi hanno garantito un servizio insostituibile alla popolazione, facendosi carico da soli di garantire la sicurezza, dotandosi dei DPI, all’epoca quasi introvabili, autodisciplinandosi con l’Associazione per dotarsi di protocolli di sicurezza e di distanziamento.

Ma ora che, come tutti ci auguriamo, si ritorna ad una sorta di “normalità” non possiamo dimenticare quanto accaduto e a  quello che hanno fatto i piccoli esercenti alimentari e tutti gli imprenditori chiamati a garantire il servizio di rifornimento dei beni essenziali, insieme ai medici, alle associazioni di volontariato e ad altri settori essenziali per garantire servizi fondamentali in quei drammatici giorni, contribuendo a mantenere la tenuta sociale del nostro paese.

Per troppi anni si è teorizzato che il settore alimentare avesse esclusivamente nella grande distribuzione la sua naturale espressione, a fronte dell’obsoleta e fuori mercato rete dei piccoli alimentaristi.

Il lockdown nella sua drammaticità ha sovvertito “verità” che sembravano assolute, dando ragione a chi come noi ha sempre difeso e sostenuto la rete dei negozi di vicinato, soprattutto in un paese plurale e diversificato, dominato dalle piccole e piccolissime imprese produttive.

Dopo che tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dal settore occorre adesso essere conseguenti e mettere in campo tutte quelle azioni che possano concorrere alla tutela ed allo sviluppo dei piccoli negozi di alimentari, anche per promuovere e tutelare un comparto che da sempre caratterizza la nostra Toscana e rappresenta una grande attrazione anche per i turisti che trovano nelle nostre vetrine le produzioni di nicchia e di qualità del nostro artigianato alimentare.

E’ facile capire come questa doppia valenza della rete distributiva sia in termine di servizio che di promozione territoriale ne faccia uno spaccato strategico sul quale intervenire attraverso azioni mirate a sostenere oltre che la filiera della produzione, come da sempre avviene, anche quella del venditore finale, che invece ad oggi è vessato in modo insostenibile.

La desertificazione dei servizi nelle città metropolitane, nei piccoli borghi, fuori dai grandi flussi turistici assume dimensioni sempre più alte, snatura il nostro territorio e lo dequalifica rendendolo meno appetibile e socialmente difficile da vivere.

Ci aspettiamo e chiediamo azioni concrete, sostegno economico ed incentivi alle attività, semplificazione e supporto come avviene per esempio per l’agricoltura, non possiamo permetterci che una parte della nostra storia e del tessuto sociale della Toscana vada perso per sempre.

Tutto ciò non significa assistenzialismo, le nostre imprese alimentari hanno dimostrato di essere in grado di saper stare sul mercato con le proprie forze, ma vogliamo che le regole del gioco siano le stesse per tutti e che finalmente sia chiaro che il modello di sviluppo legato unicamente al mercato senza nessun tipo di governo probabilmente non è risultato corretto.

Auspichiamo che queste nostre istanze possano essere raccolte e fin da ora dalle forze politiche che si candidano alla guida della Regione, e come sempre, siamo pronti a confrontarci nell’interesse del territorio e dei piccoli negozi di alimentari che siamo orgogliosi di rappresentare.

Il Presidente Regionale Toscana

FIESA Confesercenti

Raffaele Viggiani

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