Vendite: a settembre continua la contrazione al dettaglio, cali a -0,4% su agosto e -1,6% sull'anno. Perdono anche gli alimentari

Calano per il quinto mese consecutivo, secondo quanto rileva l’Istat, le vendite al dettaglio a settembre. Si registra anche una contrazione congiunturale per gli alimentari dello 0,2%.
Le vendite sono diminuite dello 0,4% rispetto ad agosto e dell’1,6% su base annua. Su base tendenziale invece le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,7%, mentre quelle di prodotti non alimentari sono scese del 2,5%.
A settembre le dinamiche delle vendite per forma distributiva hanno registrato su base annua un lieve aumento (+0,2%) per la grande distribuzione e una significativa diminuzione (-2,8%) per le imprese operanti su piccole superfici.
Nei primi nove mesi del 2011 le vendite al dettaglio hanno segnato, rispetto allo stesso periodo del 2010, una flessione dello 0,7%. In questo caso il settore alimentare è rimasto quasi fermo (+0,1%), mentre il 'non food' è diminuito dell'1,2%.
Nella media del trimestre luglio-settembre 2011 l'indice è sceso dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’ennesima gelata sull’andamento degli acquisti arriva alla vigilia delle annunciate misure economiche del nuovo esecutivo Monti: misure che possono far saltare i bilanci della aziende commerciali che sui consumi del periodo delle festività natalizie fanno affidamento per raddrizzare i conti in rosso dei negozi.
“In tempo di crisi così profonda - ha dichiarato il Presidente della Confesercenti - Marco Venturi - non si aiuta la ripresa economica con misure come l’aumento dell’Iva ed altre imposte. Senza dimenticare che a suo tempo l’Ici fu sostituita dalla facoltà di aumentare le addizionali Irpef.
Il suo “ritorno” dunque duplicherebbe l’aggravio fiscale.”
”In realtà ci aspettiamo altro - ha continuato Venturi - riforme strutturali e non azioni congiunturali, interventi forti di riduzione di spesa e sprechi che in Italia sono tracimati oltre la decenza.
Serve una svolta inequivocabile su dove si devono cercare e trovare le risorse.”
Apprezzamenti per la riduzione dell’acconto di novembre sono arrivate dalla Fiesa che ha anche messo l’indice sulle aspettative di consumo per le festività natalizie nella piccola distribuzione.
“La riduzione dell’acconto - ha dichiarato Gianpaolo Angelotti, Presidente Nazionale della Fiesa - può ridare fiato alle disponibilità delle famiglie in prossimità delle feste che si annunciano - stando ad un sondaggio interno che stiamo conducendo - sotto tono. Bisogna dosare e articolare gli interventi e temporizzarli in modo che le famiglie possano almeno programmare il proprio budget su base annua, senza interventi frettolosi e controproducenti per l’economia nazionale, perché se si blocca il mercato interno si fermano i processi economici virtuosi e si va alla depressione.”

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