
Cominciano a sentirsi gli effetti del blocco dei tir che ha interessato alcune zone del paese.
Si tratta di una situazione critica ma non allarmante. Secondo un sondaggio di Fiesa svolto sul territorio nazionale (Bari, Reggio Calabria, Roma, Firenze, Ferrara, La Spezia e Torino) emerge che le conseguenze dello sciopero dei TIR sulle consegne agroalimentari sono molto critiche.
In particolare risulta che esiste molta confusione e che la situazione cambia di ora in ora, le consegne dei prodotti agroalimentari presentano un quadro globale di precarietà e difficoltà su tutto il Paese, con alcune zone più colpite di altre, in particolare nel Centro-Sud ed in Lombardia-Piemonte dove la situazione è più pesante che nel resto del Paese; allo sciopero dei TIR bisogna aggiungere anche le difficoltà create per lo sciopero dei pescatori, a cui comunque gli operatori ittici del dettaglio specializzato rivolgono solidarietà e comprensione per le difficoltà del settore che si riverberano su tutta la filiera.
Al momento:
- nei negozi alimentari di vicinato che si forniscono di prodotti del territorio, la situazione è più tranquilla, di fronte alle grandi superfici che subiscono le mancate consegne perché provengono da lontano;
- il comparto agroalimentari più colpito risulta l’orto-frutta e la verdura dove potrebbero verificarsi degli aumenti a monte sui prezzi di determinati prodotti (insalata e verdura);
- per quanto riguarda i prodotti lattiero caseari, scarseggiano sui banchi frigo su quasi tutto il territorio;
- i prezzi della carne e del pesce sono rimasti invariati perché non risultano speculazioni lungo la filiera, come purtroppo sta accadendo con la frutta e la verdura su alcune piazze;
- per avere un quadro complessivo della situazione bisognerà aspettare le consegne di venerdì, finora si va avanti con le consegne effettuate lunedì scorso. Alcuni mercati stanno valutando l’opportunità di aprire anche sabato. Inoltre, bisogna tener conto che i giorni in cui le famiglie fanno gli approvvigionamenti dei prodotti alimentari è verso la fine della settimana.
- La situazione risulta molto diversa sui mercati dove registriamo situazioni critiche a Firenze e Torino mentre nel Centro Agroalimentare di Roma (Car) l'approvvigionamento di frutta e verdura risulta ridotto del 90%, rispetto al consueto, quello ittico dell'80-90%;
- invece sul mercato di Firenze, le mancate consegne dei prodotti ortofrutticoli sono di circa il 70% in meno rispetto alle consuete consegne, nello specifico mancano melanzane lunghe, peperoni e pomodori (sostituiti da prodotti esteri a prezzi più alti), ed arance tarocco provenienti dalla Sicilia; non risultano sulla piazza di Firenze aumenti sui prodotti stagionali di provenienza nazionale o locale.
In conclusione possiamo parlare di una mancanza di consegne intorno al 60% dei prodotti agro-alimentari che potrebbero comportare, secondo nostre stime, danni per decine di milioni di euro.