Salgono a 4.471 i prodotti agroalimentari tradizionali

Dal 2000, quando è iniziato il lavoro di catalogazione a livello regionale, sono più che raddoppiati

Sono 4.471 (75 in più rispetto al 2008) i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo censiti dalle regioni e presenti nell’elenco aggiornato con la nona revisione pubblicata nel supplemento alla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2009.
Nella mappa delle regioni che presentano la più ricca “biodiversità” a tavola al primo posto c’è la Toscana con 465 specialità, seguita da Veneto (371), Piemonte (366), Lazio (354), Campania (335), Liguria (295), Calabria (272), Sicilia (239), Emilia Romagna (225), Puglia (220), Lombardia (209), Sardegna (179), Molise (159), Friuli Venezia Giulia (151), Marche (149), Abruzzo (143), province autonome di Trento (109) e Bolzano (92), Umbria (70), Basilicata (46) e Valle d’Aosta (31).
A prevalere tra le specialità “salvate dall’estinzione” sono i 1.341 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.254 verdure fresche e lavorate, 745 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 460 formaggi e 153 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, alla pari con i prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.). Nell’elenco 2009 si registra un incremento rispetto al 2008 nonostante siano stati cancellati alcuni prodotti divenuti Dop o Igp e quindi protetti a livello europeo.
In dieci anni, rispetto al luglio 2000 quando è iniziato il lavoro di catalogazione a livello regionale, i prodotti censiti sono più che raddoppiati.

FONTE: AGRA n. 19 del 29 settembre 2009

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