Prezzi pasta: Barile (Cia Puglia), cerealicoltura strangolata

(AGI) - Bari, 27 gen. - "La Cia e il Copagri di Puglia denunciano l'economia dell'inganno praticata da molini e pastai che sta strangolando la cerealicoltura pugliese a fronte del "tracollo dei prezzi del grano duro (-33,3%)": lo ha dichiarato il presidente della Cia Puglia, Antonio Barile in occasione del presidio di protesta promosso a Rutigliano. Secondo Barile "i signori dei molini e della pasta volteggiamo come avvoltoi sulle nostre teste, uccidendo il granaio della Puglia.
Quest'anno le semine di grano duro si sono ridotte del 40%. Le importazioni dai paesi extracomunitari crescono in maniera preoccupante e compromettono il made in Italy della pasta.
Ormai nella pasta italiana - precisa ancora Barile - vengono impiegati grani duri per il 70% di origine estera (Ucraina, Kazakhistan, Australia, Canada), con seri problemi di qualita' e sanita' del prodotto, come emerge da alcuni processi in corso contro alcuni importatori. Negli anni ottanta il prezzo di un chilo di grano duro era 0,27 euro e un chilo di pasta costava tra i 0,37 e i 0,38 euro. Oggi un chilo di grano quota 0,17 euro e un chilo costa tra 1,30 e 1,40 euro. Abbiamo bisogno di combattere senza tregua l'economia dell'inganno - ha aggiunto il presidente della Cuia Puglia - con un sistema coordinato e pianificato dei controlli. E' necessaria a livello regionale e nazionale una cabina di regia con tutti i soggetti preposti ai controlli e le organizzazioni professionali agricole per affrontare in maniera seria il grave problema delle importazioni illegittime e il falso made in Italy. Il sistema della trasformazione industriale e della commercializzazione agroalimentare sta praticando la clava del dumping alla rovescia per porre allo stremo i prezzi dei nostri prodotti.
Chiediamo al governo regionale e nazionale un tavolo interprofessionale per regolare il mercato".
"Per i produttori di grano duro la crisi e' sempre piu' nera - ha affermato ancora Barile - il prezzo del grano continua a scendere mentre i costi di produzione aumentano inesorabilmente Le prime quotazioni del 2010 del grano duro sono di circa 0,17 euro al chilo con un riduzione di oltre il 60% rispetto a due anni fa. Le quotazioni sono anche piu' basse dei prezzi praticati venti anni fa quando il prezzo del grano duro oscillava tra 0,25 e 0,26 euro al chilo.
Nel 1985, addirittura, il grano duro veniva pagato ai cerealicoltori il 50% in piu' rispetto ad oggi - ha ricordato ancora il presdidente della Cia Puglia - nel frattempo, pero', i costi di produzione sono triplicati (concimi, materie prime, sementi, fitosanitari, etc.), ed il prezzo della pasta sugli scaffali si e' quadruplicato. I numeri parlano chiaro: e' un fenomeno speculativo messo in atto dagli industriali a danno dei cerealicoltori. Di conseguenza - sempre secondo Barile - grani duri di pessima qualita', da mesi, stanno invadendo la nostra regione per fare la pasta italiana. Siamo fortemente preoccupati delle gravissime difficolta' che stanno attraversando i produttori cerealicoli, e siamo impegnati a sostenere le richieste gia' avanzate al Ministro delle Politiche agricole di apertura di un tavolo di confronto tra i vari soggetti della filiera al fine di sviluppare azioni condivise per aiutare i produttori a superare la crisi e premiare lo sforzo fatto per il miglioramento qualitativo delle produzioni di grano duro".(AGI)

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