
La diminuzione è però inversamente proporzionale alla qualità dell’extravergine
Dalle anticipazioni sul monitoraggio delle stime Unaprol-Aifo, svolte con il coordinamento dell’Ismea, sulla produzione della campagna olivicola ed olearia 2009-2010 emerge un calo del 15% circa. La flessione non è omogenea ma presenta connotazioni diverse a livello regionale ed è più marcata nelle regioni centrali. Le cause sono da ricercarsi in condizioni climatiche diverse che hanno influenzato e condizionato le fasi di maturazione delle olive. La minore produzione di olio extravergine è però inversamente proporzionale alla qualità del prodotto che si presenta con punte di eccellenza ben distribuite in tutta Italia. Il clima caldo e secco, che non ha favorito lo sviluppo di malattie, alternato a piogge che hanno consentito alle piante di accumulare una buona riserva idrica completano il profilo di una campagna che si confronterà per la prima volta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dell’olio extravergine di oliva.
Per quanto riguarda la produzione nel dettaglio delle principali regioni, in Puglia è in calo la produzione nel Salento, mentre al Nord della regione la situazione lascia intravedere una produzione superiore ai livelli raggiunti nella precedente campagna. Nel Barese e nel Foggiano si prospetta un’annata positiva anche dal punto di vista qualitativo, da attribuire altresì alla consuetudine sempre più diffusa di anticipare i tempi di raccolta. In Calabria la situazione si presenta a macchia di leopardo.
Annata di scarica nella provincia di Reggio Calabria con una maggiore flessione nella Locride, nella piana di Gioia Tauro, nel Cosentino e Catanzarese.
In controtendenza, invece, la provincia di Vibo Valentia dove si prevedono livelli produttivi in crescita, soprattutto nella zona interna. In Sicilia, buoni livelli qualitativi con volumi ridotti. In calo le produzioni delle province di Agrigento, Trapani, Siracusa e Ragusa, mentre Catania e Messina presentano un discreto incremento di produzione.
In calo la produzione di Toscana, Lazio, Umbria e Marche dovuta anche all’anticipo della raccolta per preservare la qualità del prodotto. Nel Nord Italia si evidenziano invece prospettive produttive positive in Liguria e pressoché stabili nelle zone del Garda.
Unaprol e Aifo sottolineano che la performance produttiva attesa al ribasso si inserisce in un quadro di mercato abbastanza delicato. Da oltre due anni, infatti, i listini all’origine, italiani ed esteri, appaiono in flessione, fatta eccezione per la breve parentesi tra giugno e settembre. Da qualche settimana ha fatto il suo ingresso sul mercato “l’olio novello” e si sono riscontrati alcuni timidi segnali di miglioramento delle quotazioni. In linea generale, però, il mercato continua a mostrare un atteggiamento cauto con quotazioni sostanzialmente in flessione.
Relativamente al mercato estero, in Spagna la produzione dovrebbe attestarsi intorno a quota 1,2 milioni di tonnellate, mentre in Grecia e in Turchia si dovrebbero raggiungere risultati produttivi superiori a quelli della scorsa annata. A livello di listini si evidenzia una situazione di scambi ridotti e quotazioni sostanzialmente stabili, ma con tendenza spiccata al ribasso.
Fonte: AGRA del 15 dicembre 2009 n. 24