Mafia: sequestro da 300 milioni, colpo ai discount si Cosa Nostra Spa

(AGI) - Palermo, 15 dic. - "Cosa nostra Spa" continua a investire e a riciclare ricchezze nella grande distribuzione, settore privilegiato per i suoi affari. E' quanto emerge dall'operazione che ha portato al sequestro di beni per 300 milioni di euro, riconducibili all'imprenditore Giovanni Battista Giacalone, palermitano di 36 anni. Il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di prevenzione - ha accolto le proposte avanzate dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e dal questore Alessandro Marangoni. Le indagini, sviluppate dal Gico della Guardia di finanza di Palermo e dall'Ufficio Misure di prevenzione - Divisione Polizia Anticrimine della questura del capoluogo siciliano, hanno permesso di individuare e successivamente sottoporre ai provvedimenti di sequestro e di sospensione un ingente patrimonio costituito principalmente da societa' che gestiscono numerosi supermercati con il marchio Eurospin e Qui Discount, successivamente divenuto Mio Discount, nonche' altre societa' operanti nel settore della distribuzione alimentare in genere e non, beni immobili, beni mobili registrati, conti correnti e depositi bancari.
L'imprenditore, che ha ricoperto il ruolo di co-reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo, insieme a Massimo Giuseppe Troia, figlio del noto Mariano Tullio, e' stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto in esecuzione del provvedimento del 15 gennaio 2008, nell'ambito dell'operazione "Addiopizzo" perche' ritenuto gravemente indiziato del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Successivamente, il 14 marzo 2008 e' stato destinatario di un ulteriore decreto di fermo di indiziato di delitto perche' accusato, con Francesco Di Pace, Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di trasferimento fraudolento di valori aggravato. Con lo stesso provvedimento sono stati sottoposti a sequestro preventivo alcune societa' (Pubblidea s.r.l. e Vision Maxischermi s.r.l.) di sicura pertinenza dei Lo Piccolo, acquisiti con gli illeciti proventi dell'associazione mafiosa.
L'operazione di oggi, che ha portato al sequestro dell'ingente patrimonio, condotta congiuntamente dalla Guardia di finanza e dalla Polizia di Stato, trae origine dall'approfondimento dei risultati dell'operazione "Addiopizzo", sviluppatasi in diverse tranche, che ha portato all'arresto di un rilevante numero di affiliati alla cosca mafiosa di San Lorenzo-Tommaso Natale, a sua volta conseguenza della cattura, il 5 novembre 2007, dei Lo Piccolo, nell'ambito della quale e' stato rinvenuto un corposo carteggio di grande interesse investigativo.
L'esame incrociato tra la copiosa quantita' di documenti, "pizzini", libri mastri ed altro materiale probatorio, sequestrati il 5 novembre 2007, e le dichiarazioni dei collaboranti Francesco Franzese e di Antonino Nuccio, nonche' gli esiti delle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di ridisegnare e ricostruire compiutamente l'organigramma della famiglia mafiosa di San Lorenzo-Tommaso Natale, di decifrare nomi indicati "in codice", di individuare attivita' commerciali costituite con illeciti capitali, reinvestiti attraverso societa' ed aziende nella disponibilita' o comunque vicine ai Lo Piccolo. Il successivo sviluppo investigativo degli elementi raccolti hanno permesso alla Dda di Palermo di ricostruire un quadro probatorio confluito in diversi procedimenti penali denominati "Addiopizzo", Addiopizzo bis", "Addiopizzo ter" e "Addiopizzo quater" che hanno portato all'arresto di numerosissimi affiliati e fiancheggiatori alle diverse cosche mafiose operanti sul territorio palermitano, tra i quali proprio Giovan Battista Giacalone. I successivi accertamenti economico-patrimoniali hanno consentito di fare luce su un grande unico gruppo imprenditoriale operante principalmente nel settore alimentare, convenzionalmente denominato "Gruppo Giacalone", gestito secondo le direttive di Giovanni Battista Giacalone, il quale, ricoprendo una posizione di vertice all'interno del mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale, ha potuto liberamente operare e fare affari. Le indagini hanno peraltro consentito di acclarare come i beni oggi sottoposti al sequestro costituiscano il frutto dell'attivita' svolta dall'uomo utilizzando risorse illecite di Cosa nostra, con particolare riferimento alla famiglia mafiosa di Resuttana-San Lorenzo, rispetto alla quale ha svolto un ruolo di assoluto vertice. Nel corso dell'indagine patrimoniale e' stata svolta attivita' di riascolto e trascrizione delle intercettazioni effettuate nell'ambito dell'operazione "Addiopizzo"; si sono recuperate cosi' importantissime indicazioni sulla gestione delle attivita' che hanno portato alla individuazione e al sequestro di una serie di societa', collegate fra loro, non direttamente intestate a Giacalone (che, infatti, formalmente non riveste all'interno della maggior parte di esse alcuna carica), ma di fatto rientranti nella sua piena ed esclusiva disponibilita'. Si tratta, di imprese che hanno sedenella provincia di Palermo e al di fuori di essa, impegnate nella gestione di supermercati e discount Eurospin e Qui discount, oggi Mio discount, e di altre gravitanti nell'orbita della distribuzione alimentare; beni e quote di societa' riconducibili a Giacalone (attraverso la moglie Anna Maria Gallina, o attraverso i fratelli Antonino e Vincenzo e le rispettive mogli).

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