La qualità italiana riconosciuta dei prodotti Dop e Igp: luci e ombre dai risultati di tre recenti indagini

La crisi produttiva e dei consumi non ha risparmiato in Italia i prodotti a certificazione garantita Dop e Igp: fatturato alla produzione e quantità certificate si sono ridotte del 2%. E’ quanto emerge dal Rapporto 2010 della Fondazione Qualivita, di recente presentato a Bruxelles. Anche l’evoluzione dei consumi domestici di prodotti Dop e Igp (Ismea, Indagine 2010 sui prodotti Dop e Igp) segnala nel 2009 e 2010 una stagnazione degli acquisti e un andamento peggiore dal 2007 di quello osservato per altre produzioni certificate (bio, vini Doc e Docg). Più positivi i risultati dal lato della domanda estera.
Eppure, con 212 tra prodotti Dop e Igp l’Italia è il primo paese europeo per numero di riconoscimenti conseguiti. Tutte le Province italiane sono attualmente interessate alla produzione di almeno un Dop o Igp. Quello dei prodotti alimentari a marchio garantito Ue è un settore che dal 2004 al 2009 ha conosciuto una nettissima espansione nel nostro Paese sia in termini di aziende, che di superfici che di marchi. Tale espansione ha rafforzato la presenza al Nord ma gli incrementi maggiori dei trasformatori, delle aziende, degli allevamenti e del numero dei capi si sono registrati nel Mezzogiorno (Istat, I numeri della qualità, dinamica del quinquennio 2004-2009, M.Adua).
Il giro d’affari dei prodotti a origine certificata è stimato dall’Ismea in 9,4 miliardi di euro, per oltre l’80% realizzati sul mercato nazionale. Gli acquisti di prodotti Dop e Igp coprono il 5.5% del totale della spesa alimentare delle famiglie italiane. L’export di prodotti a marchio certificato sfiora i 2 miliardi di euro e “vale” l’8% del totale dell’export nazionale di prodotti agricoli e alimentari dell’Italia. Le filiere delle Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita) sono ritenute un volano per la diffusione all’estero dell’agroalimentare madein Italy.
Tra produttori e trasformatori di prodotti Dop e Igp si contano nel nostro Paese alla fine del 2009 oltre 82 mila operatori, il 5% del totale delle aziende agricole italiane Gli operatori sono storicamente radicati nel Nord Italia (48% delle strutture), ma le produzioni di qualità si sono diffuse anche nelle regioni meridionali, soprattutto in Sardegna.
I settori con più riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e i cereali (oltre un terzo dei marchi ma solo il 4% del fatturato totale), seguiti dagli oli, dai formaggi, dalle carni e dalle preparazione di carni (salumi e insaccati).
Più in dettaglio, il settore delle carni - che comprende tre prodotti Igp - tra il 2004 e il 2009 ha visto raddoppiare il numero di produttori. Gli ovini allevati in Italia - quasi tutti in Sardegna - eguagliano ormai in quantità i suini (poco meno di 700 mila entrambi).
Anche nella filiera dei formaggi si è osservato tra il 2004 e il 2009 un forte aumento delle aziende e degli allevamenti; aumento concentrato anche in questo settore in Sardegna.
Raddoppiate nello stesso periodo anche le aziende e le superfici nel settore ortofrutticolo, dove punto di forza sono le mele (72% degli operatori e 50% della superficie). Buon tasso di crescita per le produzioni di oli Dop nelle aree centro-meridionali.

A cura dell'Ufficio Economico Confesercenti Nazionale

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