Istat, vendite alimentari ferme. Venturi: “Consumi in crisi, negozi di vicinato già pagano il conto più salato. Aumento IVA? Scelta catastrofica per l’oggi e per il domani” Angelotti: “Segnali negativi anche per luglio e agosto”

Secondo quanto rivela l’Istat, a giugno le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari registrano una variazione nulla, restando ferme rispetto allo stesso mese del 2010 con il settore non food che segna una caduta dell'1,8%. A trascinare al ribasso le vendite di giugno è quindi il settore non alimentare.
Situazione di crisi che si acuisce sulle imprese operanti su piccole superfici. A giugno tornano a soffrire infatti, le botteghe e i negozi di quartiere. L'Istituto di statistica rileva un calo tendenziale dell'1,9% per le vendite delle imprese operanti su piccole superfici. Risulta, invece, più contenuta la contrazione nella grande distribuzione (-0,3%).
“Le vendite alimentari al palo-ha dichiarato il Presidente della Confesercenti Marco Venturi- sono un segnale fortemente preoccupante che evidenzia in modo eloquente la disastrosa situazione dei consumi. Questo scenario fa a pugni con la riproposizione di aumenti dell’Iva che vanno scongiurati sia per l’oggi che per il domani.
Lo stop delle vendite alimentari e la diminuzione di quelle degli altri settori infatti calano come una mannaia sui negozi di vicinato che hanno già pagato il prezzo salato della recessione che ha già provocato una grande quantità di chiusure. Consumi che ristagnano e liberalizzazioni senza regole: così si distruggono attività commerciali e posti di lavoro lasciando il campo a pochi e rinviando ancora l’appuntamento con una crescita economica significativa e duratura.
Ogni scelta di agire sulle entrate e sull’IVA in particolare è miope, perché si punta a fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei consumatori, si toccano record soffocanti per l’economia con l’aumento della pressione fiscale, come testimonia la Banca d’Italia, rinviando ancora una volta i tagli che coinvolgono la politica e l’attuale assetto istituzionale.
Il nodo di fondo resta la crescita che è il vero grande deficit di questo Paese. E’ su questo punto che si deve lavorare con urgenza e con progetti condivisi fra Governo, Parlamento e Parti sociali”.
“Il dato è ancora più preoccupante - ha dichiarato Gianpaolo Angelotti, Presidente Fiesa - se consideriamo che anche luglio e agosto, dal nostro punto di vista e secondo il nostro osservatorio, non sono andati bene; domanda stanca e consumi in contrazione sia nel settore carni, che tradizionalmente d’estate subisce una battuta d’arresto, sia in quello generale del capitolo alimentazione. In un clima di generale incertezza, tra annunci di nuove tasse e tagli a pensioni, detrazioni e deduzioni, che finiranno per incidere sul reddito disponibile, i consumatori sempre più preoccupati hanno scelto, come strumento di difesa del proprio tenore di vita, di selezionare ancor di più gli acquisti. Una scelta che peserà anche nei prossimi mesi e rischia di compromettere l’andamento dei consumi alimentari nei piccoli e medi esercizi di vicinato.”

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