
Si arresta a novembre la corsa dell’inflazione. Il mese scorso l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un calo dello 0,1% rispetto a ottobre, e un aumento del 3,3% su base annuale. Resiste ma si attenua l'effetto dell'aumento dell'aliquota per l'Iva ordinaria, passata dal 20 al 21%. L'inflazione acquisita per il 2011 si stabilizza al 2,7%. Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano i trasporti (+6,9%), l'abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,3%) e le bevande alcoliche e tabacchi (+6,0%). Aumenti di Iva e accise, però, spingono in alto il costo del carrello della spesa. A novembre il carrello, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai carburanti) registra un aumento annuo del 4,2%, superiore a quello di ottobre (4,1%) e all'inflazione di novembre (+3,3%). E' il rialzo maggiore dall'ottobre del 2008. A novembre i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, normalmente acquistati nella grande distribuzione, hanno registrato un forte rincaro, con i prezzi saliti su base mensile dello 0,7% e in termini tendenziali del 3,1%. "I rincari - ha dichiarato Gianpaolo Angelotti Presidente della Fiesa - sono dovuti principalmente all’inasprimento legato all’aumento della partita fiscale gravante sui carburanti, principalmente le accise che tra aumenti nazionali e regionali giungono a sfiorare i 13 centesimi al litro. Un aumento fortissimo che pesa enormemente sia sulla produzione che sulla logistica e sui trasporti per poi trasferirsi sui prodotti alimentari che vengono movimentati attraverso il trasporto su gomma per oltre l’86% dei casi. In tutti questi mesi la distribuzione e il piccolo commercio hanno svolto una funzione di contenimento dei prezzi trattenendo gli aumenti. Ai consumatori possiamo consigliare di acquistare prodotti tipici, territoriali che potrebbero risentire meno degli aumenti legati ai costi dei trasporti."