
Nel 2010 il tasso di inflazione medio annuo è stato pari all'1,5%, quasi "raddoppiato" rispetto al 2009 quando è stato dello 0,8%.
Mentre a dicembre, complice soprattutto un forte aumento dei carburanti, il tasso di inflazione ha toccato quota 1,9%.
L'inflazione, anche se resta contenuta, desta preoccupazione, perché si realizza in un momento assai difficile per i consumi e alla vigilia di un ondata di rincari che riguardano i servizi pubblici - trasporti, utenze domestiche e le tariffe obbligate - oltre ad assicurazioni e servizi bancari, in assenza di solide prospettive di crescita e mentre il Ministro dell'Economia continua a dire che i problemi non sono finiti.
Se è vero che il raddoppio dell'inflazione trova una base nel rincaro dei carburanti - che si ripercuote su tutti i prodotti - va anche detto che il Governo non è intervenuto con misure come la sterilizzazione delle componenti del prezzo, incamerando nuovi introiti.
La distribuzione dei beni di largo e generale consumo continua a soffrire in termini di vendite e di fatturato e con essa tutta la distribuzione alimentare.
In questo scenario preoccupano le richieste di adeguamento che giungono dall'industria di marca e dai fornitori. In alcuni casi si parla di aumenti consistenti che in un momento di grande difficoltà dei consumi potrebbero rappresentare un ulteriore doccia fredda sulla propensione delle famiglie ad acquistare.
“Occorre grande equilibrio e senso della misura per evitare effetti disastrosi sull' auspicata ripresa dei consumi - ha detto il Presidente di Fiesa Gianpaolo Angelotti -. Ricordiamo che quelli alimentari non sono andati affatto bene nel 2010, e le stesse festività non hanno consentito il recupero del fatturato. Aumentare, in questo momento di grave difficoltà per il potere d'acquisto delle famiglie, preoccupate dalla crisi economica che non accenna a sgomberare l'orizzonte, sarebbe un gravissimo errore, che la distribuzione nelle sue varie articolazioni, farà in modo di scongiurare.”