
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco ha avviato, in coordinamento con la Guardia di Finanza e gli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico, delle azioni di verifica e ispezione per contrastare i comportamenti speculativi a seguito del recente aumento dell'Iva.
E’ quanto riferiscono alcune agenzie che riportano le dichiarazioni di Mister Prezzi che dice "Vanno tenute sotto controllo le dinamiche di prezzo che stanno interessando beni, prodotti e servizi dopo l`aumento dell`Iva. L'attenzione è massima in un momento di particolare tensione per la nostra economia. Tutelare i consumi è essenziale per la ripresa. L'attività di controllo ha l`obiettivo di individuare i settori nei quali i prezzi crescono in misura anomala o eccessiva rispetto al resto della distribuzione.” Sambuco annuncia che “Su tali settori partiranno subito le indagini in coordinamento con la Guardia di Finanza".
Le agenzie riferiscono che “Accanto a questa iniziativa, il Garante assieme al referente della piccola e media impresa Giuseppe Tripoli convocheranno un tavolo di confronto con tutte le categorie interessate per favorire la trasparenza ed il contenimento degli effetti della variazione Iva in un differenziale non speculativo. È un tavolo anti-speculazione - ha proseguito Sambuco - al quale saranno invitati i rappresentanti delle principali Associazioni di categoria interessate, della piccola e grande distribuzione, da Confcommercio a Confesercenti, dai rappresentanti delle Coop a Federdistribuzione da Confartigianato alle Associazioni dei consumatori.” La nota si conclude con l’auspicio di “uno sforzo collettivo e un dialogo solidale per rafforzare l'attenzione ed il presidio a tutela dei consumatori: questa è una delle risposte necessarie alla gravosa congiuntura economica che sta coinvolgendo il nostro Paese".
Nella nota ministeriale non si fa nessun cenno - a proposito di dinamiche prezzi - all’inasprimento fiscale che ha visto crescere la pressione sulle famiglie e sulle imprese proiettata al 44,7% al netto delle azioni di recupero che metteranno in atto gli Enti Locali per compensare i maggiori tagli operati con la manovra di agosto: un insieme che porterà la pressione presumibilmente oltre il 45%, pressione che sul fronte delle imprese sarà ancora più pesante considerati i profili dei diversi tributi locali (dall’occupazione del suolo pubblico, a quelle sulle insegne, a quella sui rifiuti…). Tutti elementi che costruiscono “correttamente” il prezzo.
Va inoltre considerato l’aumento del prezzo dei carburanti con l’incremento delle accise di 6 centesimi/lt e di un punto percentuale Iva che peserà in modo pesante sui costi di trasporto e logistica con effetti a raggiera su tutta l’economia e principalmente sull’alimentare che viaggia esclusivamente su gomma.
Per quanto riguarda l’aumento dell’iva ad oggi - nel settore alimentare, colpito marginalmente dall’aumento dell’aliquota ordinaria - non si registrano traslazione dei prezzi al consumo, anche perché i prodotti erano sugli scaffali già prezzati. Discorso a parte per i prodotti che sono giunti dopo l’aumento dell’Iva che giustamente la riportano in fattura. Ancora diverso, e più preoccupante, sono le avvisaglie che si registrano sul mercato per tutti i beni alimentari che rischiano un generale rincaro, dovuto alle spese di trasporto. Aumenti, infatti, sono annunciati dai principali fornitori per i beni di prima necessità, carni, formaggi.
Ben vengano i controlli ma all’interno di un quadro di riferimento che vede in forte tensione tutte le componenti di formazione dei prezzi, considerazione che dovrebbe consigliare un allargamento della platea dei soggetti da audire.