
Cresce l’allarme in tutt’Europa per il batterio killer E. Coli che ha fatto 20 vittime e migliaia di casi di contagio.
Dopo ripetuti indagini e ricerche sembra che l’origine del batterio killer potrebbe annidarsi nei germogli di soia.
Intanto, come prima diretta conseguenza si è registrato un crollo dei consumi di frutta e verdura in Germania e in altri Paesi europei.
Il “batterio killer” sta mettendo in seria difficoltà anche i prodotti agricoli italiani. L’emergenza sanitaria del batterio killer ha portato al fermo di molti contratti per l’export di produzioni di ortaggi e verdure, non solo di cetrioli.
A rendere complessa la situazione c’è anche il calo dei consumi nazionali (tra il 5 e l’8 per cento) e il crollo delle vendite di cetrioli, il primo imputato del batterio killer.
Va detto che il “batterio killer” cade in una stagione cruciale per la produzione e la distribuzione nazionale di frutta e verdura, un settore fondamentale per l’export agro-alimentare italiano, per ha un valore di circa 4 miliardi.
E’ di tutta evidenza l’urgenza di fare immediata chiarezza sulla reale situazione dell’epidemia che rischia di avere effetti devastanti per l’economia italiana ed europea.
Bene ha fatto il Ministero della Salute intervenuto con le rassicurazioni del Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio, che ha chiaramente escluso rischi per i consumatori italiani e per i prodotti italiani. Ad oggi l’unico vero pericolo per l’Italia e gli italiani è il danno economico per i nostri prodotti agricoli.
Sulla questione è anche insorta una complicata e delicata questione diplomatica tutta interna all’UE, che rilancia anche l’esigenza di una forte azione comunitaria sull’etichettatura di tutti i prodotti alimentari.
Alla luce di questa nuova emergenza appare ancora più stringente l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari commercializzati.
Fiesa Confesercenti in questa direzione ha rieditato un importante lavoro di guida alla corretta etichettatura dei prodotti ortofrutticoli.