
La Giunta Nazionale Fiesa si è riunita mercoledì 18 gennaio u.s. per discutere delle liberalizzazioni degli orari; dell’andamento dei consumi 2011 e delle previsioni 2012; delle manifestazioni fieristiche 2012; della presentazione del Vademecum etichettatura ortofrutta con Federconsumatori; della rielaborazione del DDL di promozione degli esercizi di vicinato; del rinnovo del CCNL della Panificazione.
Sul primo punto riguardante le liberalizzazioni la Giunta ha ricordato il grande contributo già dato dal settore commerciale alla liberalizzazione e all’apertura dei mercati, ribadendo la propria netta contrarietà alle ipotesi avanzate dal governo in materia di superamento delle vendite sottocosto, norma peraltro a suo tempo sostenuta e voluta da Fiesa Confesercenti, e pieno sostegno all’azione confederale di dura contestazione sulle norme per le nuove aperture di grandi strutture e sulla questione degli orari. La Fiesa ha sottolineato che in un periodo di forte contrazione dei consumi, l’allungamento degli orari e le nuove aperture aumentano solo i costi gestione e sono funzionali solo a spostare volumi d’affari verso la GDO, mettendo a rischio sopravvivenza gli esercizi di vicinato e i servizi ai cittadini.
La Giunta ha dunque approvato un ordine del giorno in cui rifiuta il proliferare di centri commerciali, denuncia il “rischio oligopolistico”, mette in guardia sul concreto approssimarsi di prospettive di desertificazione dei centri urbani e delle aree commercialmente meno appetibili, invitando ad una attenta riflessione sulla differenza città - aree interne - città turistiche, richiamando il caso emblematico di Sarzana (SP) in cui con appena 25.000 ab. in 3 km lineari vi sono ben 4 Centri Commerciali.
L’ordine del giorno denuncia che non di liberalizzazioni si tratta ma di una vera e propria deregulation per favorire le grandi concentrazioni a proposito delle quali viene ricordato come già oggi la GDO con sole 5 catene arriva a controllare oltre il 50% del mercato Food e la sola Coop arriva a sfiorare la quota di mercato di 91.000 p.v. che occupano 270.000 addetti.
Incombe sulla distribuzione alimentare italiana il rischio oligopolistico e perciò la Fiesa ribadisce l’assoluta necessità, nel nuovo spirito federalistico, di rilanciare il corretto ed equilibrato governo del territorio alle Regioni nel rispetto delle attribuzioni del titolo V della costituzione.
Quote di mercato
Coop 15,2
Conad 9,7
Carrefour 8,2
Auchan 8,2
Esselunga 7,3
48,6% (dato 2009)
I consumi
Dal 2007 al 2010 la spesa alimentare è passata da circa 120 miliardi di euro a 112 miliardi registrando una contrazione di 7 miliardi ossia del 6,3%, a fronte di una spesa complessiva che si è ridotta del 2%. La spesa delle famiglie si riduce per tutti i prodotti con alcune variazioni molto significative: -10% pane e cereali, -8% olii e grassi, -6% carne, -6% latte, formaggi e uova, -7% bevande alcoliche.
Nei primi tre trimestri del 2011 i consumi delle famiglie sono stati sostanzialmente stagnanti, con eccezione degli acquisti di beni non durevoli, quest’ultimi hanno confermato un andamento flettente. I comportamenti di spesa risentono della debolezza del reddito reale delle famiglie che è diminuito in termini congiunturali sia nel primo che nel secondo trimestre di quest’anno (-0,7% e -0,2%). A questo si aggiunge che il clima di fiducia dei consumatori nel mese di settembre è sceso ai valori minimi raggiunti nell’estate del 2008.
Ad eccezione del secondo trimestre 2011 le vendite alimentari negli esercizi tradizionali registrano, dunque, continue variazioni negative, l’ultimo dato relativo a ottobre 2011 è di un calo dell’1,4% che al netto dell’inflazione (al 3,4% ad ottobre) diventa un - 4,8%.
I consumi a Natale 2011 hanno registrato un andamento concentrato nell’ultima settimana, registrando una crescita delle vendite dei prodotti tipici di qualità. Tengono i consumi a Capodanno, in linea con il 2010. Tali dati non sono sufficienti a far recuperare le contrazioni di spesa subite durante l’anno.
Nello specifico dei consumi natalizi abbiamo assistito ad un riposizionamento degli acquisti con una premialità a favore dei prodotti tipici di qualità e dei grandi prodotti da ricorrenza a produzione artigianale. Consumi nel periodo complessivamente in linea con il 2010. Bene i panettoni artigianali che hanno segnalato un significativo incremento a marcare la differenza con la banalizzazione del prodotto che la GDO ha effettuato in questi anni. Meno frutta esotica, bene i tartufi, stabili le carni. Bene le vendite dei vini con target medio.
Preoccupazione è stata espressa per l’andamento di consumi nel 2012. La fiducia delle imprese del commercio tradizionale si riduce con un indice destagionalizzato che passa da 97,2 del mese di novembre a 94,3 di dicembre. A peggiorare sono i giudizi e le attese per le vendite. L’indice del clima di fiducia delle imprese del commercio tradizionale ha un andamento dunque negativo. Pesa il giudizio sulle condizioni economiche e finanziarie del Paese e delle famiglie. Da questo punto di vista si attende anche un’ appesantimento delle condizioni concorrenziali con le grandi insegne a inseguire i primi prezzi. A fronte di ciò, secondo Fiesa occorre privilegiare acquisti in gruppo, perseguire la specializzazione e il pronto cuoci, il pronto consumo, i preparati e accelerare sul consumo sul posto, ricercando qualità, innovazione, servizio, professionalità. Operare politiche di differenziazione dalla GDO.
La Giunta ha dunque esaminato la necessaria rielaborazione del DDL di sviluppo e sostegno agli esercizi di vicinato alla luce delle modifiche intervenute al regime dei minimi, cercando un coordinamento delle politiche di Rete Imprese Italia.
Per quanto riguarda le Fiere, la Giunta ha ribadito la validità delle collaborazioni con Fiera Verona, per le carni e la panificazione, e la centralità per la politica di valorizzazione delle produzioni tipiche delle fiere di Altamura, per l’iniziativa di Greve in Chianti, della necessità di un nuovo impegno per “Sapori d’Italia” a Gubbio, per il “Festival del brodetto” a Pesaro.
La Giunta ha anche deciso di allargare la collaborazione sul fronte della formazione al centro Cescot dell’Abruzzo per il centro sud.