
Comunicato Stampa
“Il nulla osta concesso alla coltivazione della patata Ogm, vanifica gli sforzi e gli investimenti di tutti coloro che hanno creduto nel Made in Italy e nella ricerca della qualità e delle eccellenze – sostiene Daniele Mariani, presidente Assofrutterie Fiesa Confesercenti che aggiunge – Si profila inoltre un danno economico per tante piccole attività commerciali ortofrutticole”.
La decisione della commissione Europea di sperimentare la coltivazione di prodotti geneticamente modificati, anche se in quantitativi minimi ed su superfici limitate, trova le perplessità di Fiesa Confesercenti che si associa alla critica contro le coltivazioni OGM. “E’ un primo passo verso una più ampia liberalizzazione dei prodotti OGM in Europa, che non tiene conto dei pareri contrari di parecchi paesi dell’Unione Europea produttori di generi di prima qualità come l’Italia. Non si è tenuto conto del fatto che la concessione di questa opportunità, a lungo andare potrebbe ledere le coltivazioni delle tipicità nazionali e locali, contaminandole.”
“Questa decisione potrebbe esporci a pericoli dal punto di vista produttivo ed economico. Oltre ai rischi per la salute e la sicurezza da valutare con obiettività e rigore scientifico, c’è anche quello che si profila per tanti piccoli operatori commerciali che sulla qualità offerta da eccellenze come la patata di Montese quella di Polignano e quella Siciliana, sono diventati punto di riferimento per tanti consumatori.”
“Con l’attuale decisione della Commissione Europea – prosegue Mariani – si rischia di favorire le multinazionali titolari dei brevetti degli ogm a scapito di una politica agroalimentare rappresentata da migliaia di produttori agricoli e operatori commerciali.”
“Ad oggi - conclude Mariani – non esiste un orientamento univoco espresso da tutta la comunità scientifica quindi ci vuole più cautela da parte dei legislatori e delle istituzioni per la salvaguarda della salute umana e della sicurezza alimentare.”