
La vicenda degli alimenti contaminati dalla diossina in Germania, si sposta sui prodotti suini e continua ad alimentare preoccupazioni sulla sicurezza alimentare.
Come si sa la problematica è nata in Germania dove la magistratura ha aperto un’inchiesta e sono stati chiusi migliaia di allevamenti a causa della contaminazione dei mangimi.
Dalle uova l’allerta si sposta sulle carni suine.
Anche in questo settore tuttavia il livello di produzione nazionale è molto elevato e il livello di importazione è abbastanza limitato, ancor più circoscritto l’interscambio con l’area interessata alla vicenda diossina.
A questo proposito il Ministro della salute italiano Ferruccio Fazio, ha dichiarato, secondo fonti Ansa, nel corso del question time alla Camera sull'emergenza diossina negli alimenti partita dagli allevamenti tedeschi: 'Escludiamo che ci possa essere alcun rischio per i consumatori italiani. I criteri con cui sono posti i livelli massimi di diossina previsti sono molto conservativi, 100 volte inferiori ai quelli che possono fare danno, 1,51 picogrammi'.
Controlli sono in corso nel nostro paese per assicurare che i prodotti in questione non giungano alla distribuzione finale.
Il Ministero della Salute ha allertato le strutture di vigilanza e le associazioni di categoria per alzare il livello di controllo e verifica sulla provenienza dei prodotti richiamando la rigida applicazione della normativa dell’autocontrollo disciplinata con l’haccp.
Dal punto di vista della produzione ricordiamo che l’Italia:
- Possiede il 6% del patrimonio di suini dell’UE a 27 Paesi. Con circa 9 milioni di capi siamo al 7° posto nella graduatoria europea.
- Il consumo pro-capite di carne suina in Italia è attualmente di 31 kg. E’ aumentato rispetto a dieci anni fa di 2 Kg (era 29 kg).
- La produzione annua di carne suina in Italia nel 2009 - al netto delle importazioni - è stata pari a circa 1.3 milioni di tonnellate. Poiché i consumi totali di carne hanno superato gli 1,8 milioni di tonnellate, la produzione copre circa il 70% del fabbisogno nazionale. La parte restante viene soddisfatta ricorrendo alle importazioni.
- Le importazioni totali di carne suina ammontano - sempre nel 2009 - a circa 0,9 milioni di tonnellate.
- L’export di carne suina è pari a 0,2 milioni di tonnellate circa, pari al 13% della produzione, notevolmente in crescita.
DAI DATI ACCENNATI POSSIAMO SOTTOLINEARE CHE NEL DECENNIO PASSATO: 1999-2009:
- È aumentata la produzione totale (17% nel decennio);
- Ma anche le importazioni (+14% nel decennio);
- Sono aumentati i consumi totali (10% nel decennio);
- Sono aumentati anche i consumi pro-capite (anche se un poco meno: 6,5%);
- Sono aumentate notevolmente le esportazioni (53% nel decennio)
Fonte: Confesercenti nazionale (uff.econ. 12 gennaio 2011)
“Il settore delle carni nel nostro paese - ha detto il Presidente della Fiesa Confesercenti e di Assomacellai, Gian Paolo Angelotti - è tra i più controllati e monitorati costantemente lungo tutta la filiera, dagli allevamenti alle stalle sino alla distribuzione. I livelli di consumo, sia delle uova che delle carni interessate, sono al momento stabili, segno della correttezza del livello informativo e della maturità dei consumatori. Certo occorre mantenere un livello di attenzione molto elevato ma anche ribadire ancora una volta che bisogna intensificare i controlli nella fase alta della filiera, nella produzione di alimenti per animali e in quella propria della zootecnia, a livello europeo, in quanto è dimostrato che proprio in quella fase produttiva si realizzano la maggior parte delle problematiche che minano la sicurezza alimentare. Ad oggi, con la corretta applicazione della procedura Haccp, possiamo escludere che possano verificarsi casi di immissione in commercio di prodotti provenienti dalle aree interessate alla contaminazione da diossina”.