Dieta Mediterranea e Sicurezza Alimentare, il 25 marzo Convegno ad Altamura

Si terrà venerdì 25 marzo ad Altamura (BA) il Convegno su “La Dieta Mediterranea e la Sicurezza Alimentare” promossa da Slow Food in collaborazione con Fiesa Confesercenti della provincia di Bari.
Parteciperanno all’iniziativa personalità della filiera agro-alimentare, della sicurezza sanitaria, della politica e delle istituzioni, con un fitto calendario di interventi e relazioni.
Il Convegno parte dalla considerazione della crescente importanza della dieta mediterranea nell’alimentazione degli italiani.
Recentemente l'Unesco ha incluso la Dieta Mediterranea tra i patrimoni culturali immateriali dell'umanità da sottoporre a tutela. La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati .
Dunque, la necessità di rivendicare una legittima tutela dei produttori e dei consumatori a 360 gradi, ispira la realizzazione di un Convegno, promosso da Slow Food Condotta delle Murge, sul tema "La Dieta Mediterranea e la  Sicurezza Alimentare", ed intende celebrare nella città di Altamura, titolare della denominazione europea di tutela del "Pane Dop di Altamura" e culla del Presidio Slow Food "Pane tradizionale dell'Alta Murgia", oltreché sede storica delle piu' importanti industrie molitorie d'Europa, la storica attribuzione del riconoscimento Unesco ai prodotti e alla cultura che costituiscono la base fondamentale della Dieta Mediterranea.
La realizzazione di questo evento fonda le proprie ragioni nella constatazione che nel Porto di Bari, si documentano scarichi di milioni di tonnellate di frumento estero, compreso “sub-grano” di 3a-4a-5a categoria, con probabili tenori di metalli pesanti, OTA, Aflatossine e DON, tale da renderlo quasi inutilizzabile al consumo umano (trattasi di potentissimi traccianti cancerogeni). Talvolta il taglio con grani locali, in violazione del Reg.CE 1881/2006 che ne proibisce la pratica, riduce i valori abbassandoli a livelli più mansueti, ma non tali da renderli idonei all'alimentazione dei bambini. Come dire che l'etichetta delle pastine dei markets dovrebbe recare la scritta come quella delle sigarette "Provoca il cancro".
Slow Food Condotta delle Murge sostiene che il Regolamento Comunitario 1881/2006, risulta essere calibrato su un consumatore medio "europeo", e non di un consumatore "Mediterraneo" storicamente consueto utilizzatore di pane-pasta-cereali, alla base della nostra piramide dei consumi. Noi siamo mediterranei, e oltre alla gloriosa invenzione della relativa dieta, nulla è dato di sapere sulle fondamenta europee appunto, della piramide dei consumi se è vero, invece, che nel mondo la maggior parte dei paesi è allineata su "valori di DON tra 750 e 1000 ng/g" nei cereali, mentre In Italia, dove ha sede il gigante della pasta, il limite è fissato, come nel nord Europa (dove sicuramente non si mangia pasta) a "1750 ppb". Dunque l'etichetta dei prodotti cerealicoli mente! Infatti non dichiara il Non-Uso per l'alimentazione dei bambini, oltre che della prima infanzia. I servizi SIAN avrebbero il dovere di verificare tali livelli in regime di vigilanza permanente presso le industri molitorie. Ed ancora, resta il dubbio sui residui negli alimenti di origine animale che purtroppo con tali matrici vengono alimentati.
Scopo del Convegno è anche quello di offrire un visione completa del panorama legato alle informazioni obbligatorie presenti in etichetta su tutti gli alimenti in commercio nei paesi dell’Unione, le informazioni nutrizionali ed i codici di tracciabilità. Infatti mentre gli aggiornamenti che negli ultimi anni hanno di fatto reso le carni ed altri alimenti di O.A., le matrici di gran lunga piu’ controllate e sicure perchè vigilate permanentemente dagli organismi pubblici, ASL attraverso il Servizio Veterinario, nulla ci è dato di sapere in termini di Medicina Preventiva, su cosa accade nelle stanze della filiera cerealicola, quasi sempre edulcorata da campagne pubblicitarie televisive oltre che dall’immancabile miraggio del 3x2, di fatto fuorviante rispetto ai parametri assoluti della qualità igienica di ogni alimento cui le famiglie dovrebbero attenersi.
Altro dato inquetante: nel mondo la maggior parte dei paesi è allineata su valori di DON tra 750 e 1000 ng/g nei cereali. In Italia, dove ha sede il gigante della pasta, il limite è fissato, come nel nord europa (dove sicuramente non si mangia pasta) a 1750 ppb.................. Ancora : un progetto delle Politiche Agricole (MICOCER 2006-2008), ha definito e sancito la superiorità dei grani pugliesi in ordine a residui di DON-OTA-Aflatossina, rispetto a quelli del Nord Italia (clima secco contro clima umido e pioviginoso).
L'importazione, quindi, di cereali utilizzati per la Dieta Mediterranea nel nostro territorio per la produzione di alimenti con questi standard non solo pregiudica la qualità delle nostre produzioni alimentari e la loro salubrità per l'alimentazione soprattutto della prima infanzia, ma contraddice un progetto delle Politiche Agricole (MICOCER 2006-2008), che ha definito e sancito la superiorità dei grani pugliesi in ordine a residui di DON-OTA-Aflatossina, rispetto a quelli del Nord Italia (clima secco contro clima umido e piovviginoso) ed esteri.
L'unica attività di "controllo", che controllo non è in quanto è solo repressiva e poliziesca, innescabile cioè in seguito a denuncia operata da terzi o conseguente all'attivazione di uno stato di allerta comunitario, è quella che vede protagonista la Sanità Pubblica attraverso le attività dei Carabinieri del N.A.S..
La prevenzione è il piu' grande investimento ed unica reale attività di controllo fondante la sostenibilità delle produzioni agro alimantari che, purtroppo, sono invece incardinate in sistemi produttivi avulsi da ispezioni di routine come quelle destinati agli alimenti di Origine Animale in Italia, attuati dal MInistero delle Politiche della Salute. Infatti Anche il sommario filtro sulle produzioni di origine animale realizzato nel resto d'Europa dai reciproci Ministeri dell'Agricoltura, rivela quanto inesistenti e fragili siano i dispositivi approntati per il controllo sanitario dei processi produttivi, con particolare riferimento all'analisi dei processi in ordine ai contaminanti chimici e fungini, ed ancora meno relativamente alle condizioni di giiustizia sociale delle comunità in cui queste matrici vengono prodotte.
A prescindere dall'attività di "controllo", lacunosamente operata dalla Sanità Pubblica attraverso le attività dei Carabinieri del N.A.S., a parere di Slow Food, la prevenzione e l'educazione alimentare sono il piu' grande investimento ed unica reale attività di controllo necessaria per la sostenibilità delle produzioni agro-alimentari regionali. Infatti, anche il sommario filtro sulle produzioni di origine animale realizzato nel resto d'Europa, vedi le emergenze ricorrenti e delle ultime settimane, rivela quanto fragili siano i dispositivi approntati per il controllo sanitario dei processi produttivi.
Sono temi di straordinaria attualità sui quali necessita di chiedere conto alla Comunità Europea e alle Autorità Regionali, sostenendo il confronto tra operatori della filiera locale e industriali importatori. La Fiesa Confesercenti Provinciale di Bari e La Puglia in Europa, vogliono esserci in questo confronto e contribuire alla consapevolezza collettiva dei benefici della Dieta Mediterranea e della contraddittorietà della normativa comunitaria.
A margine del Convegno è prevista l'organizzazione, sempre a cura di Slow Food, di un Laboratorio del Gusto e di una rassegna di aziende, curata questa da La Puglia in Europa, con la comparazione di prodotti cerealicoli (pane, pasta) realizzati con frumento pugliese, contro altrettanti prodotti presenti nella GDO, preparati in maniera analoga da uno chef e degustati e sottoposti alla valutazione di professionisti ed esperti della ristorazione."

 

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