
La Fiesa Assomacellai di Bari organizza un convegno su “Fermiamo il Disegno di legge che vieta la macellazione di equini” che si terrà ad Altamura Domenica 23 ottobre 2011 alle ore 17,00.
Bloccare una Proposta di Legge che vuole fermare la storia e vietare agli italiani le tradizioni enogastronomiche a base di carni equine.
30 parlamentari di maggioranza e opposizione hanno presentato una proposta di legge per fermare la storia e vietare agli italiani le tradizioni enogastronomiche a base di carni equine. Per bloccare questo tentativo antistorico la Fiesa assomacellai di Bari organizza un convegno su
“Fermiamo il Disegno di legge che vieta la macellazione di equini”
che si terrà ad Altamura Domenica 23 ottobre 2011 alle ore 17,00 nell’Atrio del Liceo Cagnazzi in Piazza Zanardelli, nell’ambito della manifestazione “Cordiali…Salumi da Altamura” organizzata in collaborazione con il Consorzio Macellai della Murgia.
All’incontro, cui sono invitati gli operatori delle Regioni Puglia e Basilicata, interverranno anche delegazioni provenienti da altre regioni italiane. Parteciperà all’incontro il Deputato barese On.le Dario Ginefra che ha presentato una interrogazione parlamentare contro la proposta di legge. L’incontro sarà concluso dal Presidente Nazionale Assomacellai e Fiesa Confesercenti, Cav. Giampaolo Angelotti.
La proposta di legge prevede, infatti, che cavalli, muli, pony e bardotti siano considerati come animali di affezione per l'uomo e pertanto vanno protetti e tutelati.
L'obiettivo della legge è vietare la macellazione di questi animali togliendo, pertanto, la loro carne dai cibi degli italiani (potrebbe, però, rimanere valida l'importazione di carne equina dall'estero). Inoltre, tramite un fondo Nazionale per la tutela degli equini pari a 4 milioni di euro all'anno, gli animali “salvati” saranno pensionati presso adeguate strutture munite di box, paddock e personale qualificato.
Ulteriori divieti inclusi nella proposta di norma prevedono l'abolizione dei metodi di doma cruenti, di prestazioni agonistiche troppo rischiose per la salute e/o vita dell'animale (tipo palio di Siena), di utilizzo degli equini per esperimenti scientifici,di marchiarli a fuoco, di sottoporli al taglio della coda, dei peli tattili e delle palpebre. La soppressione del cavallo è consentita solo se vi sia una malattia grave ed incurabile. Le sanzioni previste possono raggiungere i 50.000,00 euro di multa ed i 3 anni di reclusione.L'Italia è un paese nel quale l'utilizzo degli equini, siano essi cavalli, muli, oppure asini, è sempre stato storicamente molto diffuso.
In anni più recenti il consumo di carne di cavallo ha riscontrato un altro boom, in seguito ai numerosi scandali alimentari che hanno riguardato le carni di altri animali, come ad esempio la mucca pazza o l’influenza aviaria.
La carne di cavallo è senza dubbio una delle carni più interessanti a livello nutrizionale, essendo povera di grassi e ricca di ferro.
I due paesi principali nei quali il consumo di carne equina non costituisce un particolare problema, sono l'Italia e la Francia, anche se nel nostro paese l'allevamento di equini da carne è poco diffuso. La carne equina in Svezia si vende di più di quella di pecora e di agnello messe assieme ed è consumata comunemente in Spagna, Italia, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Austria e Paesi Bassi.
La Puglia rappresenta la Regione con il più alto consumo di carni equine in Italia: il 32% del consumo totale nazionale, contro il 14,3% della Lombardia, il 10,8% del Piemonte, il 9,2% dell’Emilia Romagna, il 7,6% del Veneto e il 5,5% del Lazio. A questa distribuzione regionale hanno contribuito sia le ragioni di tipo culturale, sia la disponibilità di allevamenti sul territorio.
Sono 60.000 i cavalli vivi importati nel 2007: un dato che fa dell’Italia il maggior importatore dell’Unione Europea. Con quasi 100.000 cavalli macellati nel 2007, inoltre, l’Italia detiene il primato del più alto consumo europeo di carni equine, sebbene in forte flessione rispetto agli anni ’90 (260.000 cavalli macellati in Italia nel 1995). Solo in Puglia nel 2007 sono stati macellati circa 60.000 capi.
L’Italia è un Paese dove il consumo di carne equina è piuttosto elevato: ogni abitante consuma in media circa 1.3 Kg/anno contro la media UE di 0.4 kg/anno. Solo in Puglia si consumano 6.000 tonnellate di carne equina all’anno con una media regionale di circa 6,6 kg/anno pro capite.
Il settore distributivo, ovvero la rete delle macellerie equine,rappresenta una quota consistente della distribuzione della carne nel nostro paese e in alcune regioni in particolare. Nella sola Provincia di Bari si contano oggi 1.434 macellerie di cui circa il 20% trattano carni equine.
I consumatori che utilizzano la carne equina sembrano dimostrare un certo grado di fidelizzazione per il prodotto. Negli ultimissimi anni, però, la carne equina ha avuto una impennata nei consumi.
La produzione equina nazionale non è sufficiente a soddisfare la domanda interna.
Pertanto, si ricorre all’importazione di carne fresca o congelata da Paesi dell’Est Europa, per una quota che supera il 70% dei fabbisogni e le importazioni sono aumentate in coincidenza dell’aumento dei consumi (nel 2007 l’importazione di carne è stata di 24.000 tonnellate). I capi vivi importati nel 2007 sono stati oltre 80.000.
Poiché molto del bestiame equino viene importato dall’estero, allo scopo di ridurre al minimo la condizione di stress nei cavalli nella fase di trasporto, è stata introdotta una direttiva comunitaria che garantisce la salvaguardia degli animali durante il trasporto.
La carne di cavallo si presenta particolarmente sicura sotto il profilo igienico-sanitario per diversi motivi: innanzitutto, perché la filiera produttiva si caratterizza nella forma di allevamento sostenibile, con ampio ricorso al pascolo, e per il costante controllo degli organismi sanitari; in secondo luogo perché, rispetto ad altre specie animali provenienti da allevamenti intensivi, ai cavalli non sono destinati grassi, farine animali e sottoprodotti in genere.
Non sono documentate forme di encefalopatie trasmissibili; non sono soggetti ad afta epizootica; il rischio di trasmissione della trichinosi, è scongiurato se la macellazione avviene in strutture idonee, sotto controllo veterinario, come è attualmente in uso nel nostro paese.
Dall’analisi degli aspetti fin qui considerati, si deduce che il segmento di mercato delle carni equine è caratterizzato, rispetto alle altre carni, da tre elementi che possono costituire le basi su cui costruire una politica di valorizzazione e un modello di certificazione delle carni equine.
Questi elementi sono sintetizzabili nei seguenti:
- le motivazioni di consumo (tradizione – qualità dietetico/nutrizionale – sicurezza alimentare);
- la costanza dei consumi (fedeltà dei consumatori);
- i servizi alla vendita (rete delle macellerie specializzate).
Di qui deriva il rafforzamento dell’impegno sindacale di Assomacellai-Fiesa Confesercenti verso questa categoria, non solo in ragione della principale e cogente problematica che recentemente ha investito il settore. In questa vertenza sul divieto di macellazione degli equini contestiamo, oltre che il merito, anche il metodo in quanto non si può, con una legge, cancellare il diritto di fare impresa e di esistere per migliaia di operatori commerciali. Come pure non si può cancellare il diritto al consumo di carni che ci viene tramandato dalle nostre tradizioni.
Altra cosa è il diritto di scelta, autonomo e garantito, che il consumatore può sempre far valere, in questo come in altri casi. Ma non si può vietare per legge ciò che è nella tradizione culturale e gastronomica di un popolo, sarebbe un’operazione antistorica di cancellazione e sradicamento di un pezzo di memoria. Diverso è il percorso di maturazione dei gusti di ciascuno, che non può essere- neanche questo- imposto in forza di legge.
Assomacellai-Fiesa Confesercenti, inoltre, ha formulato recentemente al Ministero della Salute alcune osservazioni in merito all’anagrafe Unire, alla tracciabilità equina, ai trattamenti medicinali, alla trasmissione banca dati, al Codice Ueln e alle tipologie di passaporto in circolazione, con particolare attenzione alla necessità di accertare la correttezza delle informazioni registrate nella Banca Dati Nazionale degli equidi durante l’ultimo triennio, con l’auspicio che il nostro Paese renda l’insieme delle procedure compiutamente coerenti alla impostazioni regolamentari europee, con un’azione di necessaria armonizzazione.
Per queste ragioni l’Assomacellai-Fiesa Confesercenti di Terra di Bari ha organizzato un Incontro nazionale dei macellai, importatori e commercianti di equini sul tema: