
La Giunta Nazionale Fiesa riunita a Roma ha esaminato i vari punti all’odg, dalla valutazione della manovra economica agli effetti attesi sull’andamento delle vendite, alla questione del CCNL della panificazione, alle problematiche del settore carni, ai prossimi impegni organizzativi di Greve in Chianti, di Altamura e di Verona Fiere.
La giunta ha valutato negativamente la manovra economica di agosto che aumentando l’Iva ordinaria al 21% penalizza i consumi e deprime il mercato interno.
In particolare, la Giunta ha esaminato i dati presentati dall’indagine Confesercenti-Ref al Meeting confederale di Perugia dello scorso 17 e 18 settembre, esprimendo preoccupazione per l’andamento dell’economia, concentrandosi sull’analisi del settore alimentare dove la spesa media in valori correnti per generi alimentari e bevande non mostra variazioni significative rispetto al 2009 (+1,2%) e si attesta a 467 euro mensili; in particolare, si stabilizza la spesa per carne, mentre continua a diminuire quella per oli e grassi. Emerge che la quota di spesa per alimentari e bevande rimane costante fra le famiglie del Nord e del Centro (16,5% nel Nord e 18,6% nel Centro), mentre aumenta nel Mezzogiorno, arrivando a rappresentare un quarto della spesa totale.
Nel 2010, alla spesa per generi alimentari e bevande viene destinato, in media, il 19,0% della spesa totale (era il 18,9% nel 2009); una sostanziale stabilità si evidenzia anche per le abitudini di spesa: il supermercato si conferma il luogo di acquisto prevalente per tutti i generi alimentari (scelto dal 69,4% delle famiglie), mentre quasi la metà delle famiglie (il 48,5%) continua ad acquistare il pane al negozio tradizionale, l’11,5% sceglie il mercato per l’acquisto di pesce e il 17% per la frutta e la verdura. Stabile al 10,1% è la quota di famiglie che acquista generi alimentari, in particolare pasta, presso gli hard-discount, che registrano un ulteriore crescita della quota di mercato nel corso del 2011. Si conferma la contrazione delle vendite a luglio che al dettaglio sono diminuite dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,4% rispetto a luglio 2010.
Dai dati esaminati emerge che aumenta la spesa incomprimibile (affitti, gas, luce acqua manutenzione abitazione, salute istruzione trasporti assicurazioni banche…) che passa dal 33% del 1991 al 43% del 2010. Aumenta anche la spesa per servizi (cura della persona, auto spettacolo sport giochi e lotterie…) mentre scende in generale la spesa destinata ai consumi commercializzati dal 39% al 24%.
Preoccupazione è stata espressa per il ciclo della nati-mortalita delle imprese che nel 2010 nel commercio in genere ha visto la chiusura di 26.000 unità hanno chiuso, saldo tra 107.000 cessazioni e 81.000 nuove aperture mentre nei primi 6 mesi del 2011 si sono perse 18.700 imprese. Ciononostante in Italia la quota di mercato del dt nel grocery è più del doppio (Italia 29% Media europea 12,1%) rispetto alla media europea, segno di una vitalità molto forte. Alla luce di queste valutazioni gli operatori della giunta hanno espresso massima prudenza nelle politiche di acquisto e formazione del magazzino.
Sulla panificazione è stata ribadita la difficoltà del settore a reperire manodopera qualificata tra i giovani connazionali, così come emerso da studi di vari centri e dalle interviste del Presidente Assopanificatori Abruzzo Rucolo.
Positivamente è stato accolto l’intervento della Federazione presso il Ministero della Salute sulla questione della coerente e corretta tracciabilità delle carni equine sul cui presidio insistono diverse competenze
Fiesa, d’intesa con la struttura fiorentina, ha definito il programma della manifestazione “Cuochi e Beccai” a Greve in Chianti il prossimo 9 ottobre ultimando i preparativi dell’iniziativa.
La Giunta ha esaminato la proposta di programma del decennale del consorzio dei macellai murgiani che si terrà ad Altamura il 22 e 23 ottobre pv.
Su Eurocarni (24-27 maggio 2012) è stato fatto il punto sulle iniziative federali che si terranno all’interno della grande Fiera di settore e dei vari aspetti organizzativi.
Mentre sul fronte della fiducia delle imprese scende ancora a a settembre l’indice destagionalizzato del clima di fiducia sia per il commercio che per le imprese industriali e dei servizi. In base ai dati Istat per le aziende del commercio al dettaglio si ha un calo da 97,1 a 94,6.
Per le imprese dei servizi e del commercio per trovare un valore più basso di quello attuale bisogna risalire ad aprile 2009. I giudizi sugli ordini e le attese di produzione dell'industria peggiorano marcatamente, mentre il saldo delle risposte sul livello delle scorte di magazzino segna una lieve diminuzione.
Secondo l’Istat peggiorano anche i giudizi sull'occupazione e sull'andamento degli affari e si deteriorano le attese sul mercato del lavoro. Nel commercio l'indicatore di fiducia sale lievemente nella grande distribuzione (da 92,6 a 93,1), ma scende fortemente in quella tradizionale (da 104,1 a 97,8).
Peggiorano sia i giudizi, sia le attese sulle vendite e sale il saldo relativo alle scorte di magazzino.