Confesercenti-Swg: "oltre 54 milioni di italiani trascorreranno il Natale in casa"

Vigilia di Natale in casa per oltre 54 milioni di italiani che non rinunciano alla tradizione ma continuano nell’operazione prudenza negli acquisti: per cena e pranzo natalizio la spesa pro-capite diminuirà del 9% rispetto al 2009 tornando ai livelli pre-2003. Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg il 91% degli italiani festeggerà in casa propria, di amici o parenti, tranne un 3% che eviterà il rito di cucinare pranzando in un ristorante (in lieve aumento rispetto allo scorso anno) mentre un 2% andrà in vacanza in Italia. Ma ci sono anche circa un milione di persone (il 2%) che non potrà rinunciare al dovere lavorativo.
Sotto l’albero non si dimenticano del tutto le difficoltà economiche che ad esempio vedono le 13me del tutto assenti in circa 2,4 milioni di famiglie. Dunque è d’obbligo la prudenza: la spesa pro capite per il cenone ed il pranzo di Natale si aggira in media attorno ai 109 euro (il 9% in meno del 2009). Gli italiani quest’anno spenderanno complessivamente 2,7 miliardi per le tavolate di Natale con differenze piuttosto marcate fra cifre minime e massime: aumenta al 42% (dal 41% del 2009) la scelta di coloro che non spenderanno più di 75 euro per i piatti della tradizione natalizia, mentre sale al 35% (dal 31% del 2009) quelli che spenderanno fino a 125 euro; scende, invece, dal 23% al 20% la spesa degli italiani che arriveranno fino a 250 euro per arricchire la tavola con le più gustose ricette natalizie. Scende ancora, infine, dal 5% al 3%, la disponibilità di quanti vogliono davvero stupire i palati di parenti e amici superando i 250 euro di spesa.
Intanto si intensifica lo shopping natalizio e fanno il loro ingresso i prodotti alimentari protagonisti delle riunioni familiari dei giorni di festa. La spesa alimentare appare stabile a Milano e a Napoli, in leggero aumento a Genova, mentre è in flessione di oltre l’1% a Firenze.
Domina la moderazione anche se c’è sempre un’attenzione alla qualità. I cibi che riscuotono il maggior successo sono legati strettamente alla tradizione. Va sempre forte il panettone artigianale o di pasticceria a Milano; il grana resta un must a Genova, come il baccalà, tartufi formaggi di mucca capannina; pesce a partire dai frutti di mare, baccalà fritto, struffoli e pastiera non mancheranno sulle tavole dei napoletani, prodotti tipici come salumi, abbacchio, formaggi e pesce a Roma.
Quanto ai regali è presto per fare un consuntivo generale ma ad esempio gli indicatori di queste città mostrano come i prodotti hi-tech sembrano farla da padrone, anche con l’aiuto dell’attrazione che esercitano i giochi elettronici.
Non mancano alcune curiosità: le birre artigianali a Genova, la ripresa del settore moda a Firenze, i giochi eletrronici a Napoli, il rilancio del settore profumeria (+ 3,5%) dopo il calo dell’anno scorso (- 15%) a Roma.

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