
Andamento dei consumi e dinamica dei prezzi del settore carni al centro dei colloqui del Presidente di Assomacellai Gianpaolo Angelotti che ha incontrato personalità della filiera carni e del mondo consumeristico.
Dai colloqui è emerso che i consumi appaiono in linea con quelli stagionali con una tendenza allo stabile; lievi ribassi nell’ordine del 3-4 % sul consumo di carne bovina, con punte del 7-8% sull’anteriore.
Per quanto riguarda il suino, l'allarme sulla "nuova influenza" non ha impattato, in maniera significativa, sui consumi di carni suine e salumi.
E' quanto emerge dalle valutazioni di Assomacellai che ha registrato una sostanziale tenuta delle vendite di carni suine, tornate ai livelli standard. Assomacellai ha denunciato una riduzione significativa delle stesse solo nel pieno dell'emergenza (ultima settimana di Aprile) legata all’influenza e comunque nell’ordine del 7%.
Sul fronte prezzi si registra una sostanziale stabilità sia delle carni bovine che avicunicole mentre fattori di preoccupazione possono derivare dal settore suinicolo dove le aspettative critiche del settore potrebbero incidere sui livelli produttivi e dunque sull’offerta in autunno.
Il settore suinicolo, già da tempo in crisi, secondo fonti Ismea ha dovuto comunque subire l'ennesimo calo dei prezzi. I listini all'origine dei suini da macello sono infatti diminuiti, tra la seconda metà di aprile e la prima settimana di maggio, del 5% per i capi tra 90 e 115 kg e dell'8% per la classe 156 -176 kg.
Flessioni, sul fronte dei prezzi, si sono osservate anche per i tagli di carne, con riduzioni del 12% per i lombi Modena e del 2% per le spalle fresche.