
Le notizie riguardanti presunte adulterazioni della mozzarella di bufala campana sono di grande preoccupazione – ha dichiarato il Presidente della Fiesa Confesercenti - perché riguardano non un produttore anonimo - cosa di per sé già grave - ma uno dei principali produttori di mozzarella certificata dal marchio del Consorzio della mozzarella di bufala, addirittura il suo Presidente.
Dalle notizie apprese, dopo un’ispezione dei Nas, appare evidente una necessaria verifica dei parametri della tracciabilità nelle imprese della produzione: se nell’impresa del Presidente del Consorzio che deve vigilare sulla corretta applicazione del protocollo di produzione del prodotto e della relativa certificazione accade quel che emerge dalle notizie stampa e dalle dichiarazioni del Ministro, cosa avviene negli altri caseifici?
E’ una preoccupazione che riguarda non solo i nostri associati, che propongono un prodotto di qualità, ma soprattutto i nostri clienti, che pagano mediamente il prodotto oltre il 30% in più del fior di latte.
Si tratta di un duro colpo per il settore e per il territorio campano già attraversato da notevoli ferite al tessuto di legalità e ne denuncia anche la scarsa efficienza del regime di controlli delle vigilanza sanitaria sull’alimentazione, di competenza delleAsl, alimentando il dubbio di connivenze e coperture a tutti i livelli.
Fiesa Confesercenti chiede un’azione di controllo rigorosa e continua degli organi di vigilanza preposta al controllo sui consorzi a tutela delle Dop.