
“Come i consumatori ben sanno lungo la filiera della distribuzione alimentare, compreso quindi l’ortofrutticolo, dal prodotto colto dal campo fino all’esercizio di vendita - afferma la Fiesa-Confesercenti - sono diversi i fattori che condizionano la determinazione del prezzo finale: zona di produzione, qualità del prodotto, imballaggio, stoccaggio, trasporto etc.
Da tempo è ampiamente dimostrato che, nei vari passaggi, la percentuale di ricarico più bassa sia quella riscontrata nella fase al dettaglio (i dati ISMEA di questi ultimi anni ne sono la conferma).
Quando gli agricoltori si improvvisano commercianti, organizzandosi con i Farmer’s Market o “mercatini verdi”, è altrettanto dimostrato e dimostrabile che i prezzi di vendita al pubblico non sono mai così difformi da quelli praticati dagli esercizi commerciali.
I produttori agricoli forse potrebbero proporre iniziative volte a migliorare il rapporto qualità prezzo nei confronti dei consumatori attraverso accordi con le reti distributive per garantire gli acquisti a km zero. Confesercenti ha già messo in campo iniziative che vanno in questa direzione, con indiscutibili vantaggi sia per i consumatori ma anche per gli stessi agricoltori”.