
Con una nota del Presidente Mario Partigiani Assopanificatori Fiesa è nuovamente intervenuta per sostenere la richiesta di intervento a modifica del decreto 5 agosto 2010 relativa alla tabella dei prodotti agricoli che difatti apre la possibilità agli agricoltori di produrre pane.
Nella nota inviata al Ministro dell’Agricoltura, On. Giancarlo Galan, al Ministro dell’Economia, On. Giulio Tremonti, al Ministro dello Sviluppo Economico, On. Paolo Romani e al Ministro della Salute, On Ferruccio Fazio, Assopanificatori sottolinea la contrarietà di tutta la panificazione italiana al decreto 5 agosto 2010 (GU 212 del 10 settembre us) che aggiorna la tabella dei prodotti agricoli prevedendovi quelli della panificazione.
L’associazione dei panificatori di Confesercenti sostiene che “Includere i prodotti di panetteria tra quelli derivati da attività agricola significa apportare al settore della produzione panaria un duro colpo per le agevolazioni fiscali e amministrative di cui gode l’agricoltura italiana. Il particolare regime fiscale infatti opererà producendo un ingiustificato vantaggio competitivo a favore di soggetti non professionalizzati e non in grado di garantire il complesso sistema di garanzie igienico-sanitario e amministrativo che invece debbono osservare i panificatori.”
Partigiani denuncia che “Con la possibilità di produrre e vendere pane fresco concessa agli agricoltori saremo in presenza di un’ evidente concorrenza sleale oltre che di fronte ad una deprofessionalizzante novità legislativa.” In riferimento a questa novità il Presidente dei panificatori di Confesercenti chiede ai Ministri come pensano “le amministrazioni in indirizzo di organizzare i controlli per la verifica del rispetto delle “limitazioni” cui sarebbe sottoposta la nuova attività, che dovrebbe essere esercitata lavorando una produzione con “prevalente” utilizzo di farina di produzione propria.”
In ragione sia delle difficoltà oggettive di controllo sia della evidente sperequazione competitiva Assopanificatori Fiesa di Confesercenti, chiede “di valutare la modifica della norma introdotta o in alternativa di prevedere un regime fiscale di assimilazione ai redditi agricoli per le imprese della panificazione artigiana”, essendo evidente che “Con il sistema in vigore, infatti, gli esercizi di panetteria, di produzione e vendita, già fortemente penalizzati dalla presenza della distribuzione organizzata si vedrebbero erosi altri spazi di mercato da operatori fiscalmente agevolati, come gli agricoltori.”
La nota di Assopanificatori conclude sostenendo che “si ritiene di dover richiedere un adeguamento normativo di equità fiscale per una categoria che garantisce un prodotto fresco, qualitativamente certificato dal rispetto della normativa igienico-sanitraria ed amministrativa, su tutto il territorio nazionale, dai piccoli centri cittadini alle grandi città, ai piccoli comuni montani, prevedendo una disciplina fiscale agevolativa di cui necessitano”, dichiarandosi pronta ad illustrare alcune proposte legislative adeguate allo scopo.