
Un patto di filiera è stato lanciato dall’Assemblea Elettiva di Fiesa Confesercenti svoltasi ieri a Roma e che ha accolto il parere favorevole di distribuzione (Confesercenti e ANCD Conad), agricoltori (CIA), consumatori (Federconsumatori), Slow Food.
Nel corso dell’assemblea è stato denunciato che su 100 euro spesi nell’alimentare solo 56 restano nella filiera in quanto tale e il resto finisce in funzionalità esterne tra logistica trasporto, packaging, pubblicità. C’è un’area di recupero efficienza del 20% a cui gli attori della filiera dovranno far fronte.
“Non è con le accuse reciproche che si risolvono i problemi (caduta dei prezzi al dettaglio e caduta di consumi del 3,5%) ma operando per l’integrazione di filiera e recuperando funzionalità oggi esterne - ha ribadito Gian Paolo Angelotti - Presidente Fiesa”.
Nel corso dell’assemblea è stato presentato uno studio che dimostra che nella ripartizione degli utili agricoltura ingrosso e dettaglio si giudicano ognuno 1/3 del prezzo finale. “Semmai occorre vigilare il ruolo svolto da alcune funzioni che sembrano dominate da attività malavitose nel settore della movimentazione merci e stoccaggio, un’attività che secondo alcune fonti frutta oltre il 10% dell’intero fatturato alimentare italiano che si aggira sui 135 mld di euro - ha detto Angelotti -”.
Quanto alla polemica ricorrente sui prezzi, nell’ultimo quarto di secolo, i prodotti alimentari sono stati abbondantemente sotto il livello d’inflazione (147% contro il dato generale di 163%) un ruolo virtuoso del commercio che spesso ha incamerato aumenti compensati con maggiore efficienza.
“Occorre infine - secondo Angelotti - la defiscalizzazione della 13a per far ripartire i consumi alimentari”.